La città ha fondamenta sopra un misfatto

Gruppo copy

ispirato a Medea. Voci di Christa Wolf

laboratorio permanente, mise en espace, edizione 2014
drammaturgia e conduzione di Giuliana Musso

con Nunzia Antonino, Marta Cuscunà, Oscar De Summa, Andrea Macaluso, Giuliana Musso, Aida Talliente, Francesco Villano
musiche Gianluigi Meggiorin, Aida Talliente, Alessandra Asuni e Claudia Grimaz
elementi scenografici Cattivo Frank - Franco Brisighelli
organizzazione a cura di Miriam Paschini
direzione Tecnica Claudio Parrino
progetti residenziali a cura di Progetti Carpe Diem - La casa delle storie, Cagliari, Ass. Echidna e Laboratorio BEL-VEDERE, Mirano (VE), La Corte Ospitale, Rubiera (RE)

 

 

“Cosa vanno dicendo. Che io, Medea, avrei ammazzato i miei figli. Che mi sarei voluta vendicare dell’infedele Giasone. Chi potrebbe mai crederci…?”
C.Wolf

 

Medea. La città ha fondamenta sopra un misfatto è una narrazione corale che scorre come un torrente in piena. Un testo lirico e politico allo stesso tempo ma anche un racconto carico di tensione e di terrore contrappuntato da canti e percussioni che volano sopra una Corinto all’alba o scivolano giù giù nei labirinti, nelle viscere oscure, fondamenta della città. Ed è penetrando le fondamenta della città che questa Medea scopre il terribile segreto sul quale si è costruito il potere di una leadership politica esclusivamente maschile e autoritaria: l’uccisione della principessa Ifinoe, primogenita di Creonte e Merope. A causa di questa scoperta la donna-Medea diventerà suo malgrado soggetto di una implacabile macchina del fango, di una feroce caccia alla strega. La civilissima Corinto in cui si muove Medea, la straniera, è una società schiacciata da tensioni interne ed esterne, manipolata da un governo che utilizza la menzogna come propaganda e che troverà nella figura della donna il perfetto capro espiatorio sul quale scaricare angosce e tensioni. Sarà la città stessa dunque, non la madre, a macchiarsi del delitto dell’uccisione dei figli di Giasone e Medea.
Il nostro incontro con il romanzo Medea. Voci di Christa Wolf è stato travolgente. Un’opera poetica di grande suggestione tracciava una linea scientificamente corretta, e da molte voci condivisa, tra elementi ancora disgiunti: la distruttività del potere e la questione di genere, l’origine delle società umane e il mondo in cui viviamo oggi.
Medea di Christa Wolf prende forma dalle tracce pre-euripidee del mito e lo colloca in quel momento tragico di svolta della storia umana, quando Dio, che in origine era femmina, ha cambiato genere, quando le società umane, rette dalle madri assieme ai loro fratelli, furono travolte e sovvertite dall’irrefrenabile violenza dei padri. Ecco che si impose un modello culturale fondato sul conflitto come principio evolutivo, sull’uso della forza come principio di giustizia e assicurato da una trasformazione del mito e delle religioni che avrebbe legittimato la sottomissione delle donne e le nuove norme sociali.
La mia riscrittura dell’opera di C. Wolf si apre con il dettagliato racconto del difficile parto dei gemelli di Medea per porre fin da subito l’accento sulla Medea\madre, così inconciliabile con quello della Medea\infanticida, per poi proseguire ponendo l’attenzione sul quel tragico momento di passaggio nella storia umana dalle società matrifocali, dettagliatamente descritte dall’archeomitologa Marija Gimbutas, a quelle patrifocali, che ancora rappresentano l’unico modello possibile immaginato dalle nostre menti. Un passaggio ben descritto nella teoria della “transizione culturale” di Riane Eisler. Ma l’arte forse può arrivare dove il pensiero scientifico non può spingersi: il romanzo della Wolf fa appello alla nostra intelligenza emotiva, ad una memoria antica custodita nel nostro inconscio, ad un senso di verità e giustizia legato alla condizione biologica di essere umani.
Medea. La città ha fondamenta sopra un misfatto offre spazio a un più netto interrogativo sul tema della violenza nell’archetipo del padre che sacrifica i figli, al tema della manipolazione della verità come mezzo di propaganda politica e sulle ragioni dell’espulsione delle donne dalla leadership politica.

Un canto squarcia il silenzio, le percussioni aprono un sipario immaginario e i sette attori scivolano con naturalezza dalla narrazione al dialogo, dalla presenza del personaggio a quella del coro. Una recitazione asciutta e rapida consegna alla narrazione tutto il potere delle immagini evocate.
La pièce è immersa nelle sonorità del canto arcaico di tradizione orale di tutta l’area del mediterraneo. Il gioco delle percussioni sostiene la temperatura emotiva della recitazione e accompagna ritmicamente i canti e i monologhi.
Ferro, argento, legno, sono i materiali che compongono gli elementi scenografici creati per l’edizione 2014 da Franco Brisighelli.

Giuliana Musso

 

Un progetto di “non produzione”
Medea. La città ha fondamenta su un misfatto è un progetto di studio teatrale che si dovrebbe definire come una “non produzione”. E’ nato ed è cresciuto infatti per tappe successive grazie al coinvolgimento di diversi soggetti che hanno accolto l’equipe in luoghi dedicati alle residenze artistiche, lo hanno sostenuto economicamente e hanno alla fine “prodotto” delle mise en espace che sono risultate essere ogni volta eventi unici ed irripetibili per la diversa composizione del cast, il diverso approfondimento del testo e delle scelte registiche. Edizione 2010. La prima lettura in forma di studio, con un cast ridotto, avviene al Teatro G. Poli di Venezia e replicato qualche mese dopo presso il teatro Herberia di Rubiera (RE), sede de La Corte Ospitale, primo soggetto sostenitore del lavoro. L’edizione 2013 del laboratorio permanente si realizza invece grazie alla Sig.ra Aurora Aru di Progetti Carpe Diem che lo vuole come oggetto di studio per la prima residenza artistica nella sua nuova Casa delle Storie. Si tratta di una grande villa nella campagna sarda, vicino a Cagliari, dedicata all’ospitalità di artisti e spettacoli dal vivo. La residenza è stata seguita nel suo svolgersi da una piccola troupe cinematografica.

Qui un brevissimo assaggio del documento visivo: MEDEA 

La residenza presso la Casa delle Storie ha dato origine a due mise en espace, una a Soleminis (CA), presso la casa stessa, il 13 Maggio 2013, ed una nella suggestiva location della Cripta di Santa Restetuta a Cagliari il 14 settembre 2013.