NATI IN CASA IN ONDA SU RAI 5

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SABATO 3 MARZO ALLE ORE 21.15 VA IN ONDA NATI IN CASA PER IL CICLO 'PRIME DONNE'

NATI IN CASA. Un monologo sul parto.

Nati in casa è un monologo scritto da Giuliana Musso e da Massimo Somaglino, che ne ha curato anche la regia, dell’ormai lontano 2001. In questi anni ha superato la boa delle 300 repliche, è stato accompagnato da due diverse case di produzione, prima da Teatro Club Udine e poi, dal 2008, da La Corte Ospitale di Rubiera (RE). Nel 2004 è stato trasmesso in versione ridotta dalla trasmissione Report su RaiTre, nel 2006 è uscito in dvd, in tutte le edicole, allegato al quotidiano L’Unità. Il testo è stato pubblicato dall’editore Minimum Fax nell’antologia “Senza corpo” (2009) e nel 2010, tradotto in francese, ha partecipato al progetto Face à Face, presentato al Theatre de la Ville di Parigi e trasmesso in versione radiofonica da France Culture. è andato in scena durante svariati convegni sul parto, negli ospedali, nei collegi delle ostetriche, per le associazioni per il parto attivo ed è stato rappresentato come “lectio magistralis” alla scuola di ostetricia di Milano.

 

NATI IN CASA.Le parole di Giuliana Musso:

“Recito Nati in casa in giro per i teatri e teatrini italiani dal 2011 e per me non è più uno spettacolo teatrale, è un rito di comunità, un esercizio di memorie e di incontri.

Recentemente una giovane donna incinta mi ha raccontato di avere visto Nati in casa assieme alla sua mamma quando lei era ancora una bambina. Ora anche lei è madre.

Io stessa oggi non assomiglio più alla primipara ingenua che interpreto nel prologo semmai sembro una di quelle donne che stanno vicino alla partoriente nei luoghi della cura e dell’accompagnamento. Così dev’essere quando uno spettacolo cresce e invecchia insieme a noi.

Il filmato che sarà mandato in onda risale al 2005. In 13 anni molte cose sono cambiate: protocolli e procedure, numeri, statistiche… dati che denunciano l’arretratezza di alcuni dei contenuti del filmato.

Ciò che invece non è cambiato in tutti questi anni di repliche di Nati in casa è lo sforzo di tante donne e uomini, ostetriche e medici, nella tutela della fisiologia del parto come priorità scientifica ed etica. Ancora molte e molti si stanno impegnando perché la medicina non invada inutilmente il corpo della donna e lo spazio del più sublime incontro, quello della madre, e del padre voglio anche dire, con la propria creatura. Ed infine, ciò che Nati in casa forse ancora può raccontarci è il semplice e straordinario fatto di essere, noi tutti, venuti al mondo…  il semplice e straordinario potere delle madri.” Giuliana Musso

 

NATI IN CASA. Presentazione.

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c'era una donna che faceva partorire le donne. La "comare", la chiamavano, era la levatrice, l'ostetrica. Nati in casa racconta la storia di donne che furono levatrici in un nord-est italiano ancora rurale e ci racconta l’evento più straordinario e al contempo meno narrato della nostra storia: il parto. Espulso dalla tradizione della trasmissione orale e scritta, il racconto del parto si è ritrovato relegato ad una narrazione femminile intima, quasi segreta, mai pubblica. Nati in casa riconduce il racconto del parto nello spazio epico della narrazione teatrale popolando la dimensione pubblica per eccellenza, il palcoscenico, di figure femminili con grandi pance, di donne che assistono altre donne che da sempre scaraventano l’umanità alla luce.

La narrazione però non ha potuto fermarsi laggiù dove le ostetriche pedalavano nella notte e le famiglie erano piene di bambini: ha incontrato anche le ostetriche ospedaliere di oggi, che hanno sul collo il fiato di medici e primari, che accolgono puerpere sempre più terrorizzate dal parto e toccano con mano i paradossi della medicina difensiva. L’Italia oggi è un paese con un tasso di medicalizzazione del parto tra i più alti del mondo. Ed è proprio l’oggi la porta d’ingresso che ci viene spalancata davanti in un prologo che toglie il fiato dalle risate e dall’imbarazzo, tanto è sottile la linea di demarcazione tra tragedia e commedia, oggi. In un semplice susseguirsi di risa e lacrime, Nati in casa ci ricorda che il corpo delle donne è potente, che partorire non è una malattia, che i sentimenti sono forme di intelligenza, e che ogni nascita è anche la nostra.

 

 

 

Dalla rassegna stampa:

 

“… a conti fatti, il fil rouge, tenuto in mano da una straordinaria Giuliana Musso, illuminata da una nuova, struggente dolcezza di donna e di attrice, conduce altrove, in pensieri lontani (…) si penetra infine nel nontempo e nel mistero del distacco, dal buio alla luce, dal non-essere all’esserci…”

Il Gazzettino - Angela Felice

 

“…prende l’avvio la ricostruzione epico-popolare di una figura d’altri tempi, capace di riassumere in se’ tutto il modesto e poco appariscente eroismo dei “senza storia”, fatto di incondizionata dedizione, rispetto e generosità. Una narrazione al femminile in cui è la donna sempre e comunque a riappropriarsi di ciò che in effetti appartiene soltanto a lei (…) Uno spettacolo che merita di essere visto, e non soltanto dalle donne.

Il Nuovo Friuli – Gianni Cianchi

 

“… il monologo scritto da Massimo Somaglino che firma la regia e da Giuliana Musso, bravissima interprete (…), rappresenta certamente un piccolo evento da non perdere.

Roma – La Repubblica – Nico Garrone

 

“…storie di donne raccontate da una donna: Giuliana Musso è stupenda nel dare vita alle maschere, le voci, le grida e i respiri dei suoi personaggi. “Il teatro di narrazione ha un nome in più”.

La Nuova Venezia – Roberto Lamantea

 

“... l’accattivante comunicativa di Giuliana Musso si articola in una varietà di registri, dall’umorismo, alla tenerezza, alla denuncia civile.”

Sipario – Claudio Facchinelli

 

“La Musso fa teatro di genere, che una volta si poteva chiamare senza timore teatro femminista. Lo fa nel senso esatto del termine: parla di donne e di cultura femminile, di quel complesso di storie, emozioni, saperi, che hanno formato l’identità delle donne del nostro paese. (…) La Musso passa dal comico all’epico, sfiora il registro satirico, trascolora nel lirico, impiega le tecniche della suspence, del montaggio alternato … si ritaglia una “macchietta” e mette in scena un personaggio, fa sentire un ambiente e rivivere un epoca.”

L’eco di Bergamo – Pier Giorgio Nosari

 

“L’ironia di Giuliana Musso, anche quando gioca sui toni striduli, guida un racconto ipnotico capace di tracciare scenari con la sola forza della parola e di rapportarsi con la realtà delle cifre, quelle della scomparsa delle levatrici, l’aumento abnorme dei parti cesarei e la medicalizzazione di ogni aspetto che riguardi il “lieto evento”.”

Il Giornale di Vicenza – Nicoletta Martelletto

 

NOMINATION PREMIO UBU 2002

“Giuliana Musso (Nati in casa): novellatrice delicata, equilibrista tra parole e movimento, in grado di rendere spettacolo un monologo.”

Patalogo 2002 – Rossella Battisti

 

“Nati in casa di Giuliana Musso e Massimo Somaglino, un monologo denso di memorie – raccolte in giro per un Nord-Est contadino e scomparso intorno alla desueta figura della “levatrice”. Un pezzo di teatro che non risparmia aspre critiche alle “moderne” pratiche ospedaliere relative alla nascita.”

Patalogo 2002 – Mariateresa Surianello

 

PREMIO DELLA CRITICA 2005

Dalla motivazione: “Un’analisi attenta delle problematiche femminili all’interno della società contemporanea caratterizza il lavoro di Giuliana Musso, autrice e attrice dei suoi testi, che nelle ultime stagioni si è imposta all’attenzione del pubblico con due piéces di incisivo impegno civile e sociale: Nati in casa, dove denuncia, ricorrendo a un registro garbatamente ironico e insieme intenso e tenero, un malcostume dei nostri tempi: l’"ipermedicalizzazione" all’atto della nascita, e Sexmachine, un’acuta e spietata indagine sul fenomeno della prostituzione, inquadrato in un’ottica inedita. I suoi spettacoli nascono da capillari e rigorose ricerche, alle quali si unisce l’attitudine alla narrazione e la non comune capacità di dar vita sulla scena a personaggi diversi e prodigiosamente autentici.”