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Qualcosa d'invisibile
Concerto per theremin pianoforte e parole.

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Leo Virgili, theremin

Giovanna Pezzetta, pianoforte 

Giuliana Musso, voce recitante

 

Testo di Giuliana Musso

 

Produzione AriaTeatro

Distribuzione e organizzazione Silvia Ferrari

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«Due antenne che generano un campo elettromagnetico sensibile. Due mani che muovono l’invisibile. Una mano muove i toni, l’altra l’intensità. Non ci sono tasti, corde, chiavi, archi, pedali, solo mani sospese nel vuoto. Appese al suono. 

Una musica che nasce dall’invisibile e che assomiglia alla voce umana».

 

Il Theremin è il primo strumento elettronico della storia. 

Inventato cent’anni fa dallo scienziato sovietico Lev Termen, il theremin si suona con delicati e precisi movimenti delle mani che non toccano mai lo strumento ma fluttuano nell'aria. Difficile suonare l'invisibile, pochissimi al mondo i musicisti che riescono a farlo: Leo Virgili è uno di questi. 

 

Con la complicità del pianoforte di Giovanna Pezzetta e della voce recitante di Giuliana Musso, il concerto attraversa tutto il repertorio interpretabile con il Theremin e si alterna a parole e racconti che inseguono i viaggi, le invenzioni, i segreti e gli amori del suo inventore. Una vita, quella di Lev Termen, che è stata tesa e contesa tra Unione Sovietica e Stati Uniti d'America e che ci racconta il Novecento da un punto di osservazione originale: quello della intersezione tra scienza e poesia, tecnologia ed arte, politica ed umanità.

 

Giuliana Musso allarga le maglie di questo racconto avvincente e, al fianco del protagonista, disegna la figura della sua più preziosa complice ed amica, Clara Rockmore, la più grande thereminista della storia. Grazie alle vicende che legano questi geniali artisti della scienza e dell’arte, il racconto ci porta a toccare emozioni umane che la musica sostiene e amplifica, ci accompagna a percepire quel “qualcosa d’ invisibile” che ci muove quando due anime si sintonizzano. 

In ogni storia infondo c’è dell’invisibile… come la forza del destino, come l’irrazionalità del sentimento umano, come il suono del Theremin.  

 

«Un campo elettrico variabile nel tempo genera nello spazio circostante un campo magnetico. Un campo magnetico variabile nel tempo genera nello spazio circostante un campo elettrico. L’interazione elettromagnetica è una delle quattro interazioni fondamentali che strutturano l’universo. 

C’è dell’invisibile nell’aria.

Onde che si propagano nello spazio. Atomi e molecole che fluttuano, vibrano e danzano. Particelle vagabonde che si lasciano spingere verso altre particelle vagabonde. 

C’è del movimento nell’aria.

Contatti, oscillazioni, frequenze. Persino nella profondità dello spazio siderale vi sono suoni. Onde acustiche che attraversano nubi di polvere stellare che sprigionano radiazione elettromagnetica. Suoni miliardi di volte più profondi di quelli che il nostro orecchio può percepire. Suoni invisibili. 

C’è della musica nell’aria».

Repertorio musicale: 
C.Saint-Saens, Il Carnevale degli animali (1886)
Serge Prokofieff, Five Melodies, Op.35a, Melodia 1 (1925)
Astor Piazzolla, Oblivion (1982)
Bernard Herrmann, The day the Earth Stood Still (1951)
Sergej Rachmaninov, Vocalise Op.34 n.14 (1912)
Louiguy (Louis Guglielmi), La vie en rose (1945)
Irving Berlin, Cheek to cheek (1935)
Philip Glass, Facades (1981)
Dmitri Shostakovich, Valzer n.2 (1938)

Prossime date

Prossime date

Ottobre 2026

17 OTTOBRE

Il Lavoratorio, Firenze

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Novembre 2026

13 NOVEMBRE 

Palazzetto Fontebasso, Noventa di Piave (PD)

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